18.09.2025
In Africa, soprattutto al sud del Sahara, la predica funziona diversamente rispetto all’Occidente. Una storia diversa di sviluppo e dei valori culturali tradizionali richiedono un approccio specifico.
Generalmente, gli africani vivono in un mondo che ha conservato il suo mistero e la sua trascendenza. È un mondo nel quale Dio, il culto degli antenati, gli spiriti, la natura, gli uomini e l’interazione sociale fanno parte di un tutt’uno. Non c’è nulla di “sovrannaturale” in sé, ma tutto fa parte dell’esperienza umana fondamentale.
La visione africana del mondo quindi è globale e comunitaria. Essa valorizza la saggezza degli antenati, la tradizione orale e l’intreccio di aspetti spirituali, sociali ed ecologici. Dà importanza all’appartenenza e all’identità del gruppo, una caratteristica che ricorda fortemente la struttura sociale ai tempi della Bibbia. La relazione che hanno con il prossimo, con Dio o con gli antenati si ripercuote su tutto il resto. L’obiettivo è vivere in armonia con le tradizioni ancestrali come con tutte le potenze e gli esseri del mondo.
Collettivismo
Come gli uomini dei tempi biblici, le società africane tradizionali si distinguono dal collettivismo. Ciò significa che le persone si considerano come facenti parte di un gruppo più ampio (cioè la famiglia, il clan, la tribù) e ci si aspetta da loro che ne impersonino i valori. L’identità dell’individuo è determinata dall’identità del gruppo.
Qui, le persone hanno molto rispetto della tradizione e dell’autorità. Ci si aspetta dai membri del gruppo che non rimettano in discussione lo status quo, ma che contribuiscano invece a garantire la coesione sociale del gruppo. Quest’ultimo ha la priorità sull’indipendenza personale. Gli anziani sono venerati e le tradizioni ancestrali sono mantenute per conoscere l’armonia e la benedizione.
Intermediari
Nelle religioni tradizionali africane, esistono diverse categorie d’intermediari che consentono di accedere all’Essere supremo (Dio).
Innanzitutto, ci sono gli antenati o ciò che chiamano i morti viventi. Dio, o l’Essere supremo, è inteso come “lontano” e distante dalla vita quotidiana. Gli antenati fungono da intermediari. Si presume che possano agire con la propria autorità. Gli antenati sono più “vicini” ai vivi e si presume che partecipano attivamente al benessere della comunità. Sono sia la fonte che i guardiani dei valori sociali, della coesione e della moralità di una comunità.
Secondariamente, ci sono i veggenti. Si voltano verso gli antenati e chiedono loro la riuscita dei loro metodi di guarigione, chiedono di guidarli e di dare loro delle informazioni, oppure di predire loro il futuro in diversi campi della vita quotidiana. I veggenti godono generalmente di un grande rispetto. La comunità li stima come amici. Come amici e protettori, rivelano anche l’identità delle streghe con diversi mezzi e proteggono la gente dalle forze malefiche come la stregoneria.
Inoltre, esistono degli erboristi che associano le intuizioni spirituali alle conoscenze botaniche per curare le malattie in modo olistico. Ci sono dei sacerdoti che custodiscono dei santuari e che praticano dei rituali di sacrificio e dei servizi religiosi. I produttori di pioggia invocano la pioggia per garantire il raccolto. I profeti appaiono in tempo di crisi e chiedono un rinnovamento morale per rivelazione divina, mentre gli antichi rituali sovrintendono alle cerimonie di transizione.
Tutto questo ha conseguenze sul ruolo di Cristo come unico mediatore tra Dio e gli uomini (Ebrei 9, 15; I Timoteo 2, 5), e sull’apostolato inviato che è in contrasto con i mediatori tradizionali della saggezza divina, della guarigione, della protezione e della salvezza. Inoltre, la nostra comprensione del mondo dei defunti e del loro bisogno di salvezza ha anche un impatto sulla posizione, per tradizione, elevata di cui godono gli antenati.
Stregoneria
La stregoneria costituisce un grave problema per numerose persone in Africa. Esse credono che la stregoneria, tramite forze sovrannaturali, è capace di nuocere gli altri (con malattie, morte, sfortuna, perdite materiali, problemi economici e problemi di relazioni). Partono dal principio che tutti gli avvenimenti della vita – buoni o cattivi – siano il risultato di azioni personali e credono che questi avvenimenti sono causati da qualcuno come Dio, gli antenati, un parente geloso o una strega. E si chiedono: Chi mi ha fatto questo?
Chi è coinvolto dalla stregoneria sente impotenza e disperazione. Per guarire le malattie o proteggersi dalla stregoneria, le persone consultano veggenti o erboristi. Molti spendono tanti soldi (o pagano con bestiame) per comprare delle “medicine” o della “magia buona” per liberarsi dalla sfortuna. Una delle principali funzioni della religione tradizionale africana è proteggere la gente dalla stregoneria. Le persone partecipano anche spesso alla caccia alle streghe e a uccisione di streghe. A volte, degli innocenti (anche bambini) sono accusati di stregoneria per gelosia.
Cristianesimo
Con la crescente influenza del cristianesimo, la Chiesa è ormai considerata come un ente di mediazione alternativa e soprattutto come un’istituzione che offre guarigione e protezione. Numerosi “profeti” e predicatori locali sostituiscono o completano il ruolo dei mediatori tradizionali. Anche il Battesimo d’acqua è considerato come una “medicina” contro la stregoneria.
Le persone abbandonano a migliaia le chiese che non prendono sul serio il pericolo della stregoneria. Ritornano alla religione tradizionale africana oppure vanno in Chiese africane indipendenti, fondate da “profeti” locali, che associano il cristianesimo alla religione tradizionale africana per trovare la “salvezza”. La “salvezza” non è tanto focalizzata su un avvenimento futuro (cioè il ritorno di Cristo) quanto sulla buona via già da ora.
La popolazione africana è sempre più influenzata sia dal cristianesimo che dai valori occidentali, mentre afferma sempre più la propria identità africana e i propri valori, che completano o respingono in diversi modi la comprensione eurocentrica del cristianesimo o dei valori occidentali. Il principale obiettivo della predica è di prendere la gente dove si trova, di confermare ciò che è giusto e, in fin dei conti, orientarli verso l’unica mediazione e azione salvifica valida di Cristo così anche verso il ruolo degli apostoli che egli ha mandato.
Fotografie: Falco_Pixabay
Autore: Dr. Markus Cromhout
Data: 18.09.2025
Categorie:
Glaube