Il ministero (21): La presunta legge

05.01.2023

L’uomo “dominerà” la donna – alcune parole della Genesi vengono tirate fuori da alcuni per opporsi all’ordinazione delle donne. Pertanto, Dio non esprime qui nessuna volontà creatrice né comandamento, ma preannuncia le conseguenze della caduta nel peccato. È ciò che mostro uno sguardo attento alla Bibbia.

 
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L’uomo e la donna sono stati creati insieme e ad ugual immagine di Dio. È ciò che riferiscono allo stesso modo la versione corta (19) e la versione lunga (20) in Genesi 1 e 2. Hanno lo stesso valore, la stessa dignità e la stessa missione per dare forma alla loro vita.
Ma poi la relazione perfetta si frantuma.


Rottura nella relazione
Gli uomini trasgrediscono al comandamento del Signore – la caduta nel peccato cambia tutto. Invece di raccogliere i frutti nel giardino dell’Eden, li aspetta un duro lavoro. Il sudore e il dolore segneranno la loro vita. È ciò che dice Dio agli uomini in Genesi 3.
Ed è esattamente in questo momento che la Bibbia sembra stabilire per la prima volta una differenza tra uomo e donna: “…egli dominerà su di te” (versetto 16). Questa condizione di dominazione dell’uomo sulla donna si esprime immediatamente dal fatto che Adamo dà alla donna il nome di Eva, come aveva già dato un nome agli animali in questo capitolo.
Un comandamento di Dio?


Alcuni interpreti della Bibbia affermano così una tesi contro l’ordinazione delle donne nel ministero spirituale. Perché considerano la Genesi come una sentenza divina dopo la caduta nel peccato. E ne risulterebbe un ordine dei peccati che sostituirebbe l’ordine della creazione fino a nuovo ordine.


Questi interpreti stabiliscono il legame con il tema del ministero nel versetto in I Corinzi 14, 34. Secondo questo versetto, le donne devono tacere nelle assemblee ed essere sottomesse – “come dice anche la legge”. Questo comandamento non specificato nel Nuovo Testamento trova quest’interpretazione nella frase: “dominerà su di te”.


Diventare invece di dovere
È veramente un comandamento di Dio? No, dicono numerosi altri interpreti. Questa è una conseguenza del contesto di molte parole della stessa natura indirizzate alla donna e all’uomo: “i dolori della tua gravidanza” oppure “mangerai il pane con il sudore del tuo volto”. Tutte cose su cui un essere umano non può decidere consapevolmente.
Senza parlare di questo passo: “esso [il campo] ti produrrà spine e rovi”. Ecco perché altre traduzioni non usano il concetto di dovere, come nei dieci comandamenti. Al contrario, parlano di ciò che sarà: “partorirai” oppure “mangerai”.


Prevedere senza imporre
Dio stabilisce così un nuovo ordine? No, dicono gli interpreti. Infatti, se la dominazione dell’uomo sulla donna era una condizione presupposta, allora anche la difficoltà di coltivare la terra dovrebbe esserlo. Ma, in questo caso, ogni agevolazione dei lavori dei campi, con concimi ed attrezzi, costituirebbe una violazione dell’ordine divino. Se uno è assurdo, lo è anche l’altro.
Rimane la costatazione: dicendo “dominerà su di te”, Dio non crea un nuovo ordine né un nuovo comandamento, ma prevede le conseguenze negative della caduta nel peccato.

Autorizzato invece di voluto
Cosa ne pensa la Chiesa Neo-Apostolica? Il Catechismo lo indica chiaramente: con la caduta nel peccato, “Ebbe paura di Dio e si nascose davanti a Lui. Anche i rapporti degli uomini tra loro furono compromessi, come pure il rapporto degli uomini con la creazione”. (CCNA domanda n°224).


Tuttavia, “Il male non è stato creato da Dio, ma è da Lui permesso, non avendo Egli impedito la libera decisione dell’uomo.” (CCNA domanda n° 221). “L’amore di Dio per gli uomini rimane tale anche dopo il peccato originale. Nonostante la disubbidienza, Dio ebbe cura di loro; nella sua premura vestì Adamo ed Eva di tuniche di pelle.” (CCNA domanda n°225).
Questo significa: Ciò che è importante non sono le conseguenze negative della caduta nel peccato, ma l’ordine che Dio creò in modo positivo. Questo riguarda anche le relazioni tra gli uomini e le donne: L’obiettivo verso cui orientarsi non è dunque il divario scaturito dalla caduta nel peccato, ma l’egual valore, derivante dalla volontà creatrice, dalla somiglianza con Dio.


L’obiettivo: di nuovo perfetto
Quest’obiettivo appare anche chiaramente nella dottrina della Chiesa Neo-Apostolica riguardante le cose future: Secondo il testo, i partecipanti alla prima risurrezione saranno invitati a servire ed a regnare con Gesù Cristo nel regno della pace. (CCNA domanda n°577).
“Uomini e donne sono chiamati in ugual modo al ruolo di primizie e, per conseguenza, al sacerdozio regale”, sottolinea il testo dottrinale relativo all’ordinazione delle donne nei Pensieri Guida edizione straordinaria 3/2022: “Questa vocazione escatologica, che indica il futuro, suggerisce l’idea che l’uomo e la donna possano sin da ora servire alla salvezza del prossimo, anche attraverso il potere ministeriale.”

 

Fotografie: DavidRawStudio - stock.adobe.com
Autore: Andreas Rother
Data: 05.01.2023
Categorie: Glaube