RIFLETTORI SU … 03/2020: Allora, tu pensi di essere libero?

25.02.2019

Gesù ci rende liberi – ma cosa succede quando l’uomo non si rende conto che è sempre legato? Legato dai pensieri o dai pregiudizi. Ecco alcune riflessioni fatte dall’apostolo di distretto John Kriel, Africa del Sud.

 
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Da apostolo, ho servito membri della nostra Chiesa in prigione, e ho visto ciò cosa significa vedere limitata la propria libertà. Erano stati dichiarati colpevoli di uno o di un altro crimine. Di conseguenza, tutto ciò che avevano potuto fare nella loro vita, aveva poca importanza, perché sarebbero sempre stati giudicati secondo gli atti per i quali erano sati dichiarati colpevoli e ne avrebbero pagato il prezzo.

Gesù è venuto per liberare gli uomini, ma questa libertà non era una libertà terrena. No, la libertà proposta da Gesù era molto più grande. Era una libertà che anche i più oppressi potevano sperimentare. In questo contesto, ricordiamoci della donna adultera. Gesù la liberò, dandole un consiglio sul modo in cui rimanere libera: “Va e da ora in poi non peccare più.”

Come per il messaggio dell’anno nuovo del nostro sommoapostolo, che ci ha illuminati: “Il Signore non ci impone questa libertà. Però, libera colui che si lascia liberare!” Ai tempi di Gesù, molti non hanno accettato questa libertà che proponeva, perché pensavano non averne bisogno. Questo ci porta alla seguente riflessione: Siamo forse a volte legati senza rendercene conto? Pensiamo di essere liberi solo per essere improvvisamente risvegliati a una nuova coscienza dalla stimolazione dello Spirito Santo?

Quasi 50 anni fa, uno dei miei fratelli maggiori è stato assassinato. Questo è stato un periodo particolarmente triste della mia vita. Per molto tempo, ho coltivato pensieri di vendetta contro questa persona. Con il tempo, la mia rabbia si è affievolita e credevo di aver finalmente accettato ciò che era successo; credevo di aver perdonato la persona che aveva commesso questo orribile crimine.

Come già detto, celebravo servizi divini nelle prigioni. Durante uno di questi servizi divini, avevo il compito di dispensare il Santo Suggello a tre uomini che avevano espresso il desiderio di aderire alla fede neo-apostolica. Precedentemente, mi avevano informato che la ragione della loro carcerazione era che tutti avevano assassinato una o più persone.

Nel momento in cui questi tre uomini si sono trovati davanti l’altare, ho avuto questo pensiero: “Se ti dicessero che uno di loro è la persona che ha assassinato tuo fratello, gli dispenseresti comunque il Santo Suggello?” Mi sono ritrovato a farmi questa domanda: “Credevo di aver perdonato, ma avevo veramente perdonato? Ero realmente liberato dai pensieri di vendetta?” In quel momento, ho sinceramente implorato il Signore di liberarmi totalmente.

Fortunatamente, nel più profondo del mio cuore, potevo dire sinceramente che, anche sapendo che uno di questi uomini era l’assassino di mio fratello, gli avrei dispensato il Santo Suggello. In quell’istante, ho saputo: Cristo poteva liberare, allo stesso modo in cui ha liberato me.

Siamo stati liberati dal peccato tramite il Figlio di Dio, che diceva: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.” (Giovanni 8, 36).

 

Fotografie: NAC Southern Africa
Autore: John Leslie Kriel
Data: 25.02.2019
Categorie: Glaube