Servire con Cristo – istruzioni per l’uso

01.03.2023

Un vero servo di Dio: ecco ciò che ha detto il sommoapostolo di Giosuè, presentandolo come un modello. Ciò che ci può insegnare quest’uomo dell’Antico Testamento a proposito del motto di quest’anno: “Servire e regnare con Cristo”.

 
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Giosuè attraversò il deserto con il popolo d’Israele sotto la guida di Mosè e credeva nella promessa di Dio. Succedette a Mosè ed entrò in terra promessa. Poco prima di morire, ricordò agli israeliti che Dio aveva mantenuto la sua promessa e disse: “Quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore.”

È con questa parola biblica in Giosuè 24, 15b che il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha basato la sua predica nel servizio divino celebrato il 8 gennaio a Nairobi (Kenya). Innanzitutto, Giosuè servì Dio perché aveva fiducia in lui. “Ed in seguito, vedendo che Dio aveva compiuto la sua promessa, lo servì per riconoscenza.”

Servire e regnare

Il sommoapostolo ha trasposto quest’episodio dell’Antico Testamento ai tempi nostri: “Questo è valido anche per noi. Abbiamo ricevuto una meravigliosa promessa da Dio”, ha indicato il sommoapostolo. Quella di entrare nel suo regno, di servire e di regnare con lui in eterno. “Serviremo il Signore, lo loderemo e lo adoreremo; dico spesso che, anche dopo 10.000 anni, avremo ancora motivo di lodare e ringraziare il Signore”, ha dichiarato il sommoapostolo. Ed ha aggiunto: “Parteciperemo al suo potere sul peccato e sul male.”

Abbiamo molte  ragioni per essere riconoscenti: il sacrificio di Gesù, l’elezione divina, i sacramenti. “La vittoria è già qui, ma gli effetti di questa vittoria non sono ancora del tutto visibili”, ha affermato il sommoapostolo. “Siamo, fin da ora, dei figli di Dio; ma ciò che saremo non è ancora visibile.”

Cosa e come

I cristiani servono Dio per riconoscenza e perché hanno fiducia in lui. Ciò significa:

  • Frequentare i servizi divini: “Ci riuniamo al servizio divino per adorare Dio e glorificare il suo nome.”
  • Riconoscere la sua volontà: “Chi vuole servire ed onorare il Signore riconosce la sua legge ed i suoi comandamenti ed accetta che la sua volontà sia più importante della propria.”
  • Dare aiuto: “Vogliamo aiutare i nostri contemporanei a trovare il cammino che conduce a Dio”, ha detto il sommoapostolo. “E il nostro desiderio è che il nostro prossimo possa esperimentare l’amore di Dio tramite noi.”

“Vogliamo servire con Cristo. E Cristo disse: ‘Non servite il Signore seguendo un certo numero di regole’.” Invece, si dovrebbe servire in questo modo:

  • Con amore: “Gesù disse che il comandamento più importante era il comandamento dell’amore”, ha ricordato il sommoapostolo. “Serviamo il Signore per amore e di conseguenza serviamo soltanto lui. Non abbiamo bisogno di altro dio, di altro idolo.”
  • Per la gloria di Dio: “Serviamo Dio con Cristo, per la gloria di Dio, senza cercare la nostra propria gloria.”
  • Per essere in comunione con Dio: “Servire con Cristo significa che la cosa più importante per me è di essere con Cristo e non quella di avere successo.”
  • Nella sofferenza: “Servire con Cristo significa che sono pronto a servire il Signore, anche se devo patire delle sofferenze e le preoccupazioni mi pesano, perché servo il Signore.”
  • Senza il desiderio di punire il prossimo: “Molti pretendono di essere dei servi di Dio con la totale convinzione che la loro missione consiste nel punire i peccatori e nel rimettere tutto in ordine. Ma Gesù disse: ‘Il mio regno non è di questo mondo.’ Voglio che amiate i peccatori, non che li puniate.”
  • Amando il prossimo: “Non si può servire il Signore se si odia il prossimo.”
  • Servendo il prossimo: “Servire il Signore, è anche essere il servo del tuo prossimo.”

Servire l’Eterno con tutta la sua casa

Giosuè dice che vuole servire Dio con tutti coloro che gli sono stati affidati. È anche una preoccupazione dei cristiani. “Ma non possiamo forzare il nostro prossimo a servire il Signore.” Ognuno è libero delle proprie scelte e va benissimo così. “L’unica cosa che possiamo quindi fare è incoraggiarli a servire il Signore”, ha sottolineato la guida della Chiesa. E funziona meglio se si è veri e sinceri:

  • Nella riconoscenza: “La nostra riconoscenza è sincera quando deriva dalla nostra umiltà…” e “...se siamo veramente convinti che dobbiamo tutto a Dio.”
  • Nella pazienza: “Anche se dovessimo aspettare a lungo prima di vedere gli effetti del nostro servizio, anche se la benedizione non è ancora visibile, siamo tuttavia fiduciosi, abbiamo fiducia in Dio; e non ci arrendiamo perché siamo convinti che Dio manterrà la sua promessa.”
  • Nell’amore per Dio: “Nulla di ciò che succede sulla terra può distruggere il vero amore per Cristo.”
  • Nell’amore per il prossimo: “Quelli che amano veramente il loro prossimo vogliono che questo abbia le stesse loro cose, non vogliono averne di più.”
  • Nel sacrificio: “Si può misurare la sincerità ai sacrifici che siamo pronti a fare, alle cose alle quali siamo pronti a rinunciare per poter vivere nella vera comunione con Dio.”

“Vedendo che i propri fratelli, i propri genitori o i propri amici servono sinceramente e veramente il Signore, vedendo che siamo veramente pronti a regnare per il Signore con Cristo, molti tra i nostri contemporanei reagiranno come il popolo d’Israele”, ha detto il sommoapostolo. Anche loro volevano servire Dio come Giosuè.

 

Fotografie: TIMPANY
Autore: Katrin Löwen
Data: 01.03.2023
Categorie: Glaube