02.08.2022
Le cose sono iniziate in modo turbolento. Ma passo dopo passo, la Chiesa Neo-Apostolica ha messo ordine nei suoi sacramenti per i defunti. E dopo la pratica, tocca alla teoria. La storia in breve.
All’inizio, c’era molta euforia per ciò che riguarda i sacramenti per i defunti. Le profezie della comunità stabilivano se e quando l’apostolo somministrava il Battesimo di acqua o di Spirito. Le visioni definivano anche a chi veniva dispensato il Battesimo al posto del rappresentante. Poteva dunque succedere nei primi anni, che si pensasse di aver suggellato Lutero, Calvino, ecc.
Le madri della fede e le persone ricettrici
Il decennio attorno al 1910 ha fatto evolvere l’entusiasmo verso vie più tranquille. Piano piano, l’usanza di nominare individualmente i beneficiari defunti di sacramenti fu abolita. Il sommoapostolo Niehaus celebrava regolarmente servizi divini in favore dei defunti il secondo giorno di Natale e, negli anni 1920, a volte anche il lunedì di Pentecoste.
L’assemblea degli apostoli, da parte sua, risolse la questione delle persone che ricevevano i sacramenti al posto dei defunti. Due “persone ricettrici” (che ricevevano i sacramenti al posto dei defunti) “servivano da recipiente”, di solito una donna per le donne, un uomo per gli uomini, molto spesso il più anziano dei diaconi e delle diaconesse, ministero che all’epoca esisteva ancora. Per i Battesimi, questo ruolo era affidato a due donne, le “madri della fede”. Nei casi di bambini morti prematuramente, potevano anche intervenire i genitori. Dal 1930, il servizio di “presone ricettrici” è riservato solo ai ministri.
Tre volte l’anno, in due, all’altare
La “Santa Cena per i defunti” che, secondo fonti neerlandesi, era celebrata dal 1886, costituì esplicitamente un modello per questa doppia rappresentazione. Nel 1898, il sommoapostolo Krebs stabilì delle regole a riguardo. C’erano quindi due “persone ricettrici”: da un lato la “greppia ministeriale”, che riceveva il pane, dall’altro lato il “calice ministeriale”, che riceveva il vino. Perché l’ostia combinata neo-apostolica non era ancora stata inventata.
Da allora, la Santa Cena per i defunti fu celebrata tre volte l’anno. Questo è stato il modello per ancor più di mezzo secolo. Infatti, nel 1954, il sommoapostolo Bischoff stabilì che gli altri sacramenti in favore dei defunti si svolgessero allo stesso ritmo; la periodicità è ancora la stessa oggi. Così come l’artefice dell’unità Krebs, egli giustificò questa frequenza con i doveri inerenti al patto in conformità al passaggio in Esodo 34, 23.
Chiarimenti sull’apertura
Dopo 1898, 1910 e 1954, l’anno 2001 segna il quarto grande traguardo nella storia del mondo dei defunti come lo concepisce la Chiesa Neo-Apostolica: “Non c’è nessuna assoluta necessità di aprire gli accessi all’altare e al regno di Dio con una preghiera speciale del sommoapostolo prima di un servizio divino in favore dei defunti”, queste erano le parole di una lettera dottrinale di allora.
Il sommoapostolo Krebs aveva già affermato l’apertura dei domini dell’aldilà. Il sommoapostolo Bischoff lo proclamava nella preghiera introduttiva del servizio divino in favore dei defunti. Il sommoapostolo Schmidt anticipava questo atto alla sera precedente, tenendo conto dei diversi fusi orari nel mondo. Il sommoapostolo Urwyler capì finalmente che i defunti non sono legati allo spazio né al tempo. All’epoca del sommoapostolo Fehr, le parole del numero straordinario dei Pensieri guida 3/2001 sono chiare: “I domini dell’aldilà sono aperti per l’eternità dal sacrificio unico e valido di Gesù Cristo. “
Tra teoria e pratica
Rimane ancora da menzionare l’anno 2005, quando uscì il documento intitolato “L’aldilà: Ciò che credono i cristiani neo-apostolici”.
Era il primo testo che pubblicava dichiarazioni dottrinali della Chiesa su questo tema, dopo “Lichtblicke ins Totenreich” (Luce sul regno dei defunti) (1905) e “Das Leben nach dem Tode” (La vita dopo la morte) (1935).
Mentre questi precursori fondavano il mondo dei defunti soprattutto su racconti di esperienze vissute dai credenti, il documento “L’aldilà: Ciò che credono i cristiani neo-apostolici” tentava di trarre le proprie conclusioni su basi bibliche. Lo scopo di questo documento non era tuttavia di definire una dottrina, ma esclusivamente di riassumere la dottrina e la pratica di quei tempi.
Questo documento costituiva così una tappa importante del percorso del grande libro della fede. Il Catechismo della Chiesa Neo-Apostolica, pubblicato nel 2012, completava così l’approccio nel presentare il mondo dei defunti teologicamente e responsabilmente. Il prossimo episodio di questa serie tratterà la pratica attuale.
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Autore: Andreas Rother
Data: 02.08.2022
Categorie:
Glaube