04.04.2024
Com’è possibile? Nell’Antico Testamento, Dio è adirato e nel Nuovo Testamento, è amore. Ciò che è cambiato, non è la sua natura, ma il modo in cui lo vedono gli uomini. È ciò che spiega chiaramente il sommoapostolo nel testo dottrinale.
“Dio – cosa vedono gli uomini e come è realmente”: questo il titolo dell’articolo pubblicato nel numero 2/24 della rivista per i membri Community, appena pubblicato. L’articolo sottolinea che le rappresentazioni umane di Dio non riescono a cogliere la vera natura di Dio. È importante fare la distinzione tra l’immagine di Dio e il vero Dio, anche nello studio della Bibbia.
Rivelazione in modo progressivo
È chiaro già dall’inizio: “Possiamo conoscere solo ciò che Dio ci ha rivelato.” E: “Dio si rivela all’uomo in modo progressivo”, innanzitutto come Creatore, poi come Signore nella storia d’Israele, in seguito, in modo più evidente, nell’incarnazione e infine nell’invio dello Spirito Santo.
“Le rivelazioni di Dio sono testimoniate nelle Sacre Scritture da persone che sono state ispirate dallo Spirito Santo.” Queste persone sono state certamente ispirate dallo Spirito Santo, ma nelle loro descrizioni, tuttavia, gli autori potevano solo usare il linguaggio, le conoscenze e le idee dei loro rispettivi tempi. Nella prospettiva di oggi, questo ha avuto delle conseguenze, soprattutto per quanto riguarda il Nuovo Testamento.
Dio come uomo
La descrizione di Dio nell’Antico Testamento rispecchia l’ambiente culturale e religioso dei suoi autori. Attribuiscono a Dio caratteristiche umane e lo rappresentano offeso o adirato. Di conseguenza, punisce gli uomini o tratta i nemici del suo popolo con un’incredibile impietosità.
Gesù Cristo, invece, ha dato un’immagine di sé completamente diversa: parla di un Dio d’amore, che non desidera punire il peccatore, ma salvarlo. La sventura che colpisce l’uomo non è una punizione imposta da Dio, ma una conseguenza del regno del male.
Tenere a mente la verità
“Gesù Cristo rivela agli uomini la vera natura di Dio”, è ciò che emerge chiaramente dal testo dottrinale. Questo ha delle conseguenze sull’interpretazione della Bibbia: “Gesù Cristo ha interpretato le Sacre Scritture […] in termini della sua persona e della sua opera. Da ciò si deduce che dobbiamo interpretare l’Antico Testamento dalla prospettiva del Figlio di Dio.”
Il Catechismo lo formula in modo simile: “Per quanto riguarda la fede e la dottrina, l’importanza e il significato delle dichiarazioni espresse nei diversi libri anticotestamentari o deuterocanonici, sono da determinare in base alla loro concordanza e conformità dei contenuti con il Vangelo.” (CCNA-1.2.5.2)
Vecchi punti di vista si ritrovano nel Nuovo Testamento
Tuttavia, il lettore della Bibbia incontra anche, nel Nuovo Testamento, il pensiero dell’Antico Testamento. È particolarmente vero per il modo in cui i testi parlano della morte di Gesù Cristo. Per spiegarla, gli autori biblici alternano il culto sacrificale dell’Antico Testamento (il sacrificio espiatorio), le consuetudini belliche (bisogna pagare un riscatto per liberare i prigionieri) e il diritto penale (bisogna espiare una colpa).
Ma dal testo risulta che “un’interpretazione letterale di questi testi farebbe apparire Dio nella stessa immagine dell’Antico Testamento. Dio si comporta come una persona il cui onore e la cui dignità sono stati violati. Chiede una punizione o una riparazione. Qualcuno deve morire per fare giustizia.”
L’alternativa
“Questa visione della morte di Gesù Cristo è difficile da comprendere per i cristiani di oggi, soprattutto per i giovani”, sottolinea il testo. “Fortunatamente, lo Spirito Santo ci dà la possibilità di parlare della morte di Gesù Cristo senza necessariamente enfatizzare l’idea di flagellazione.”
Si arriva dunque a questo: “Il sacrificio di Gesù Cristo è soprattutto un atto d’amore. Dalla caduta nel peccato, l’uomo ha vissuto lontano da Dio. Nel suo amore, Dio vuole condurre l’uomo alla comunione con sé stesso.” Ma questo funziona soltanto se la volontà umana e la volontà divina corrispondono assolutamente. Gesù ha raggiunto questo obiettivo nella sua vita come vero uomo. “Nel suo amore, Gesù Cristo è pronto a condividere la sua vittoria e i suoi meriti con coloro che credono in lui e lo seguono.”
Le spiegazioni date in Community corrispondono alla parte spirituale dell’assemblea degli apostoli di distretto a novembre 2022, pubblicata con il titolo “Le immagini di Dio e il vero Dio” nel numero straordinario 2/2023 dei Pensieri Guida. nac.today ne ha già riferito dettagliatamente.
Fotografie: Dan Hamill_pexels
Autore: Andreas Rother
Data: 04.04.2024
Categorie:
Glaube