Una storia di successo con vari intoppi

10.07.2025

Il regno di Dio inizia piccolo e insignificante, ma finisce grande e ampio: la parabola gemella del granello di senape e del lievito è un incoraggiamento, ma contiene anche delle provocazioni, almeno per i contemporanei di Gesù.

 
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Matteo, Marco e Luca hanno questa parabola nel loro repertorio. Tutto inizia con il cosiddetto più piccolo dei semi: kokkos sinapeos, come si dice in greco. Si tratta probabilmente della senape nera (dal suo nome botanico brassica nigra).

È, diciamolo, veramente piccolo: 750 granelli pesano appena un grammo. Ma esistono semi ancora più piccoli. Però, gli studiosi litigano per sapere quali erano quelli noti a quei tempi ai Giudei.

Pertanto, gli ascoltatori capirono subito ciò che intendeva dire Gesù. Infatti, il “granello di senape” era letteralmente considerato l’unità di misura della più piccola quantità. Così, alcune regole di purezza imponevano di agire non appena un’impurità “grossa quanto un granello di senape” veniva scoperta.

 

Meno e più di un albero

Alla fine, il seme diventa “un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.”  Certo, la pianta non rimane piccola: raggiunge di solito due a tre metri di altezza, a volte anche di più.

Ma definire questa pianta albero, è forse un po’ esagerato. Infatti, l’arbusto della senape cresce e muore al ritmo delle stagioni. Costruirvi un nido diventa quindi un po’ difficile. Tutt’al più, l’arbusto può servire a fare ombra durante le pause del volo degli uccelli.

E pertanto, gli ascoltatori capirono perfettamente ciò a cui alludeva Gesù: a immagini tratte dai libri dei profeti della fine dei tempi, Daniele ed Ezechiele. Qui, l’albero, con i suoi frutti e i suoi nidi, rappresenta regni potenti che i sovrani proteggono e nutrono una moltitudine di popoli.

 

Arbusti al posto di legno pregiato

Il problema, in questa storia: Daniele ed Ezechiele avevano trovato, invece, il “cedro magnifico”. Il suo tronco raggiunge a volte lo spessore equivalente dell’altezza media di un arbusto della senape. E con un’altezza di 40 metri, questo albero nobile è veramente eccezionale.

Allora cosa significa questo piccolo arbusto? Possiamo ugualmente vederci un messaggio: il regno di Dio arriverà, ma non come previsto.

 

Il buono con il cattivo

La parabola del lievito, che segue immediatamente quella del granello di senape in Matteo e Luca, ha senza dubbio ancor più confuso gli ascoltatori: una donna prende un po’ di lievito, quindi evidentemente una quantità normale per una famiglia, che introduce in tre misure di farina. Ciò corrisponde a un volume di quasi 40 litri o a un peso di 25 kg. Si potrebbero saziare un centinaio di persone da questo pane cotto con questa quantità di farina. Il regno di Dio può penetrare in ogni cosa con questa potenza.

Il problema qui degli ascoltatori: il lievito è sinonimo (anche nel Nuovo Testamento) di qualcosa di impuro, di nocivo e di allontanamento da Dio. Paolo contrappone così il “lievito di malizia e di malvagità” agli “azzimi della sincerità e della verità.” Il messaggio di Gesù è così potente che trasmuta il negativo in positivo: il regno di Dio verrà e travolgerà tutto.

 

Fotografie: Feyza Tuğba
Autore: Andreas Rother
Data: 10.07.2025
Categorie: Glaube