Spianare la via

28.08.2024

Colui che vive la fede cristiana non si preoccupa soltanto della sua propria salvezza. Perché: Gesù Cristo vuole aiutare tutti gli uomini. E “più il suo desiderio cresce in noi, più vogliamo anche contribuire alla salvezza del nostro prossimo”, ha detto il sommoapostolo.

 
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Il servizio divino celebrato dal sommoapostolo, il 30 giugno 2024 a Mzuzu (Malawi), è stato trasmesso in tutta l’area di attività d’apostolo di distretto di Zambia – Malawi – Zimbabwe. Si è basato sulla parola scelta in Isaia 62, 10: “Passate, passate per le porte! Preparate la via per il popolo! Aggiustate, aggiustate la strada, toglietene le pietre, alzate una bandiera davanti ai popoli!”

 

Gerusalemme, immagine della Chiesa

Dopo diversi decenni di esilio, gli esiliati furono autorizzati a tornare a Gerusalemme. Il profeta chiese al popolo rimasto a Gerusalemme di preparare e di agevolare il ritorno degli esiliati: “Dovevano alzare la bandiera per mostrare loro il cammino, dire loro che il posto era quello, che dovevano andare lì e togliere le pietre per agevolare loro il cammino.”

“La città di Gerusalemme era il luogo, la Chiesa, la dimora di Dio con il suo popolo, là dove si può incontrare Dio per stare con Dio, per essere in comunione con lui”, ha spiegato il sommoapostolo.  È compito dei credenti oggi, di rendere possibile a tutti questa comunione.

Il sommoapostolo ha fatto riferimento alla parabola del figliuol prodigo, che descrive l’atteggiamento di Dio verso i peccatori. Quando il figlio è tornato a casa, suo padre non si è accontentato di aspettarlo in casa, ma gli è andato incontro per dargli il benvenuto e abbracciarlo. È anche un’immagine dell’atteggiamento dei credenti. “Preoccupati della salvezza del tuo prossimo, non essere egocentrico!”

 

Innalzare un segno

In passato, spesso si indicava chiaramente chi governava un luogo tramite bandiere. Il sommoapostolo Schneider ha così invitato i fedeli a innalzare delle bandiere per mostrare che Dio regna in questo luogo.

“Pensa alla salvezza del tuo prossimo, esci e vai da loro mostrando il cammino, innalza la bandiera affinché sappiano che è il luogo dove devono andare.”

Questa bandiera o questo segno è, ad esempio, una gratitudine verso Dio. È così che dimostriamo ai nostri contemporanei che la salvezza esiste anche nei momenti difficili.

“Il nostro comportamento quotidiano è la bandiera che mostra la sua salvezza”, ha detto il sommoapostolo. I discepoli di Cristo provarono a sopraffare il male tramite il bene: “Non lasciate che gli altri influenzino il vostro comportamento; anche se fanno del male, facciamo ciò che è giusto.”

L’amore e l’unità della comunità sono un altro segno al quale si riferì Gesù: “Amatevi gli uni gli altri. Perché se vi amate a vicenda, gli uomini vedranno che siete veri discepoli di Gesù Cristo.”

Queste bandiere, questi segni, possono mostrare alle persone il cammino che porta a Dio.

 

Eliminare gli ostacoli sul cammino

Inoltre, occorre anche eliminare gli ostacoli che impediscono alle persone di andare in chiesa.

Un grande ostacolo per gli altri è: “quando vogliamo che diventino come noi, quando vogliamo imporre loro le nostre regole.” Il sommoapostolo ha esortato i fedeli: “Togliete questi ostacoli. Non vi comportate come il fratello maggiore del figliuol prodigo, che non era felice che il padre concedesse la sua grazia al figliuol prodigo. Non vi comportate come gli operai della vigna che non accettarono che gli operai dell’ultima ora ricevessero lo stesso salario di quelli della prima ora. Nessuno merita la grazia. Non imponete a nessuno le vostre regole. Consentite a Dio di fare del bene al vostro prossimo. Eliminate questi ostacoli.”

Altri ostacoli verso il prossimo si presentano sotto forma di pregiudizi, di rimproveri e di accuse: “Come potrebbero aderire alla nostra Chiesa, se pensano di non essere i benvenuti?” Per la salvezza del prossimo, è necessario che quest’ultimo sappia che non ci sono più accuse o rimproveri sul suo cammino.

 

Offrire aiuto

Tuttavia, ci sono degli ostacoli che non possono essere tolti e che devono essere superati sul cammino che porta a Dio.

Questo ostacolo è l’imperfezione della Chiesa visibile. Chi osserva i membri della Chiesa, vede i loro difetti e può dire giustamente: “Guardateli, siate realisti, è una farsa. Guardate gli apostoli, i ministri, i numerosi conflitti all’interno della Chiesa.” Questa pietra grossa non può essere tolta, perché fino alla fine saranno commessi degli errori e le persone rimarranno peccatori. Però, questo aiuta i contemporanei a vedere come gestiamo i conflitti e gli errori. Devono poter vedere come i credenti si accettano a vicenda nonostante gli errori, si perdonano e chiedono anche a Dio di concedere loro la grazia.

La propria debolezza costituisce un ulteriore ostacolo per il prossimo: “Diciamo loro: Dovete diventare come Gesù Cristo. Ma poi, si rendono conto che non ci riusciranno mai, che è troppo difficile.” Possiamo aiutarli parlando della grazia, dell’amore e della pazienza di Cristo.

Un ultimo ostacolo è la gestione delle tribolazioni e delle rinunce. Perché l’imitazione di Cristo presuppone alcune sofferenze. Nella comunione, possiamo consolarci a vicenda, incoraggiarci e dare l’esempio grazie alla nostra propria gestione delle situazioni difficili.

 

Fotografie: Likando Singongi
Autore: Simon Heiniger
Data: 28.08.2024
Categorie: Glaube