A questo vespero ecumenico ha invitato la comunità di lavoro delle Chiese di Berna (CLCC). Oltre ai circa 300 fedeli, tra cui anche diversi membri della Chiesa Neo-Apostolica, hanno partecipato vari rappresentanti delle Chiese, tra cui il vescovo cristiano-cattolico Frank Bangerter, il vescovo romano-cattolico Felix Gmür, la pastora Rita Famos, presidente della Chiesa evangelico-riformata della Svizzera (EKS) e l'apostolo di distretto Thomas Deubel.
Al centro di questa celebrazione pasquale v'era il racconto dei due discepoli di Gesù, disperati e dubitanti, mentre si dirigevano verso Emmaus: incontrano uno straniero che spiega loro la Sacra Scrittura, rivelando il significato della morte e della resurrezione di Gesù. Giunti a Emmaus, chiedono allo straniero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato.» (Luca 24,29) Seduti a tavola, lo straniero spezza il pane, e i discepoli riconoscono in lui il Risorto, che subito scompare. Così riconoscono che il Risorto è presente, sebbene non più visibile.
La data di Pasqua e il concilio di Nicea
La risurrezione di Gesù Cristo è uno degli eventi più importanti della fede cristiana. Nel Concilio di Nicea nel 325 fu stabilita per la prima volta una data comune per Pasqua, secondo la quale la risurrezione di Gesù deve essere celebrata la prima domenica dal primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, con una data che può variare dal 22 marzo al 25 aprile. Questo è ancora valido nel calendario gregoriano occidentale. Tuttavia, il calendario giuliano, che è il precursore del calendario gregoriano attualmente in uso, è ancora seguito da diverse Chiese. Ogni paio di anni, i calcoli delle Chiese occidentali e orientali coincidono nello stesso giorno. L'ultima volta è stata nel 2017 e ora di nuovo quest'anno.