La filosofia del granello di senape

15.05.2024

Il regno dei cieli equivale ad un granello di senape. Con questa parabola in Matteo 13, 31-32 Gesù ha spiegato il regno di Dio agli uomini di quell'epoca. L'apostolo di distretto Rüdiger Krause della Germania del nord ha approfondito questo paragone durante la sua visita nelle comunità di Lenzburg-Staufen, Safenwil e Wildegg. Egli ha pure spiegato la "filosofia del granello di senape".

L'apostolo di distretto Rüdiger Krause ella Germania del nord ha visitato insieme alla sua consorte le comunità di Lenzburg-Staufen, Safenwil e Wildegg. Per iniziare, gli ospiti hanno potuto gustare un giretto nella città di Lenzburg. Poi, i fratelli e le sorelle delle tre comunità hanno potuto fare più ampia conoscenza degli ospiti e curare la comunione durante un ricco aperitivo. Il momento cuminante è stato il servizio divino, abbellito musicalmente dal canto del coro e i suoni suggestivi del gruppo musicale.

"Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo ha preso e seminato nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quando è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tras i suoi rami". (Matteo 13, 31-32)

La grandezza non è importante, sono la vita e la forza presenti nel granello di senape che sono decisivi. Il Vangelo è piccolo e semplice, nessuna filosofia per intelettuali. Gesù ha parlato direttamente con gli uomini e ha spiegato loro il regno dei cieli per mezzo di immagini. Gesù Cristo è stato crocifisso, ma non era la sua fine. Egli è risuscitato a Pasqua pieno di forza ed è salito al Padre nei cieli all'Ascensione. La sua forza e la sua grandezza quale re non era importante sulla terra, il suo regno non è di questo mondo. Importante e decisivo sono la vita e la forza nel suo messaggio e nella nostra fede.

L'apostolo di distretto ha rammentato che l'albero, che cresce dal granello di senape, è immagine della comunità. Non è importante la grandezza della comunità, ma la vita e la forza che risulta in lei. Come gli uccelli che possono ripararsi tra i rami, anche noi possiamo ripararci nella comunità. Possiamo aver fiducia in Dio e deporgli le nostre preoccupazioni e i nostri desideri. La promessa dell'eterna comunione con Dio è grandissima: "Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinchè dove sono io, siate anche voi".

Come punto finale, tutti hanno cantato il bel inno Taizé Nada te turbe, acompagnati dal gruppo strumentale: Che niente ti agusti, che niente ti spaventi, tutto passa, Dio rimane lo stesso. La pazienza raggiunge tutto. Chi ha Dio, non gli manca niente. Dio solo è sufficiente. Calza proprio con il tema del servizio divino.