Essere cristiani significa essere misericordiosi

28.02.2024

L'apostolo di distretto Jürg Zbinden ha messo la misericordia al centro della sua predica e ha sottolineato che essere cristiani misericordiosi ci riconduce a Dio. Come segno della grazia e dell'amore di Dio, quattro bambini hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo.

L'apostolo di distretto Jürg Zbinden, accompagnato dall'anziano di distretto Roland Keller, ha celebrato un servizio divino con la comunità di Zumikon e Zurigo-Hottingen.

Come base per il servizio divino, egli serve con una parola biblica in Luca 6, 36:
"Siate misericordiosi come è misericordioso anche il Padre vostro".

L'apostolo di distretto rammenta già all'inizio le prioprietà divine: Dio della grazia, dell'amore, dell'affetto, della pazienza, della fedeltà e della misericordia.

Gesù ha insegnato che la misericordia ci riconduce a Dio il Padre. L'apostolo di distretto domanda: "Fratello e sorella, conosci il tuo lato misericordioso?". Poi continua dicendo che noi, quali esseri divini, portiamo in noi l'amore e che siamo rinati d'acqua e di Spirito. Rivolgendosi ai bambini seduti in prima fila, spiega loro: "Questa sera ricevete il dono dello Spirito Santo, pertanto l'amore di Dio è versato in voi e in noi tutti. La nuova creatura è capace di essere misericordiosa".

Non possiamo guadagnare la grazia di Dio, ma la riceviamo per sua misericordia. Praticando l'amore verso il prossimo, ci vuole anche un sentimento misericordioso, avere pietà e perdonare. Gesù ha vissuto ciò e ha detto: "Beati i misericordiosi, perchè a loro misericordia sarà fatta" (Matteo 5, 7).

L'anziano di distretto Roland Keller, nel suo servire, accenna all'inno del coro: che il buon Dio possa porre la sua pace nei nostri cuori. Per quanto riguarda la misericodria, egli approfondisce l'espressione: avere un cuore per i poveri e cosa significa ciò per noi.

Per la gioia dei genitori e di tutti i presenti, l'apostolo di distretto dispensa il dono dello Spirito Santo ad un bambino di Zumikon e a tre di Zurigo-Hottingen.

Il coro ad hoc formato dalle due comunità abbellisce il servizio divino e pone il punto musicale finale con due inni ad una esperienza divina commovente.