All’inizio del servizio divino di festa, la comunità ha cantato l'inno 118a (tedesco): «Oh, quanto gioiamo per quest’ora». Il sommoapostolo ha sottolineato in particolare la prima strofa, nella quale si dice: «Scrivi Tu stesso la parola della vita profondamente nei nostri cuori.».
Egli ha spiegato che nella Bibbia il «cuore» non rappresenta in primo luogo i sentimenti, bensì il luogo in cui l’uomo prende le sue decisioni. Con questa comprensione, la richiesta del canto diventa particolarmente incisiva: che Dio ci aiuti a prendere decisioni sulla base della sua parola e con lo sguardo rivolto alla vita eterna.
Base della predica
Il sommoapostolo ha servito con la parola biblica in 1 Re 19, 7: "L'angelo del Signore tornò una seconda volta, lo toccò e disse: alzati e mangia, perchè il cammino è troppo lungo per te".
Egli ha descritto la situazione del profeta Elia, che, stanco e scoraggiato, fuggiva davanti alle sfide della sua vita. In questa difficoltà gli venne incontro l’angelo del Signore, non una sola volta ma due, e lo provvide di cibo e acqua. Questa premura dimostra che Dio non lascia soli i suoi figli proprio nei momenti di maggiore debolezza.
Le parole «alzati e mangia» devono essere comprese sia in senso pratico sia simbolico. Dio conosce i bisogni fisici, interiori e spirituali dei suoi figli. Egli dona forza per il cammino che sta davanti a loro, anche quando questo appare impegnativo.
Dio rafforza la fede
Il sommoapostolo ha parlato apertamente di situazioni in cui le persone, nella vita professionale, privata o nella fede, sono deluse ed esauste. A volte ci si chiede: «Perché Dio non mi ha aiutato?» Dubbi e scoraggiamento possono portare, come nel caso di Elia, al desiderio di arrendersi interiormente.
È però importante rimanere in dialogo con Dio e dirgli con sincerità quando le proprie forze non bastano più. Spesso si aspetta un intervento spettacolare da parte di Dio. Ma come nel caso di Elia, Egli dona il suo aiuto per lo più in modo diverso: rafforza la fede.
In senso simbolico ciò significa che Dio ci invita a «mangiare e bere», cioè a ricaricarci spiritualmente. Non è sempre facile accettarlo, perché spesso desideriamo soluzioni immediate. Tuttavia Dio comincia da noi stessi: Egli dona nuova forza di fede per affrontare le sfide con fiducia.
Come Dio rafforza la fede
Dio rafforza la nostra fede attraverso:
- la sua parola che viene annunciata nello Spirito Santo,
- il suo amore, che si rende percepibile in ogni servizio divino,
- lo sguardo rivolto alle preghiere già esaudite e alla protezione sperimentata,
- la ripetuta assicurazione della sua vicinanza, così come l’angelo venne due volte da Elia,
- la Santa Cena, che offre conforto e rinforzo in modo del tutto personale:
«Ti amo. Sono morto per te. Ti aspetto.»
Dopo questo rafforzamento spirituale, come accadde a Elia, è importante rialzarsi e andare avanti. La nostra salvezza non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla nostra decisione di procedere nella fede. In tutto ciò, l’obiettivo rimane chiaro: la vita eterna, alla quale Dio desidera condurci.
La Santa Cena per i defunti
Dopo la celebrazione della Santa Cena per la comunità, questa fu data anche ai defunti. Il coro ha accompagnato il momento speciale in modo solenne, contribuendo a creare un’atmosfera meditativa.