L’apostolo di distretto Thomas Deubel visita per il suo primo servizio divino ticinese le comunità del distretto riunite a Lugano, con una parola dalla prima lettera ai Corinzi, 12, 26: “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.”
Il servizio divino è incominciato con un riferimento all’inno suonato dall’orchestra, sull’unione. Gesù Cristo prega per l’unione, per gli apostoli, questo è il corpo di Cristo. E come le varie parti del corpo anche i membri delle comunità hanno vari compiti, e vanno tutti verso il capo, Gesù.
Rivolgendosi ai bambini, seduti in prima fila, l’apostolo di distretto ha avuto modo di discutere con loro se una mano può litigare con il piede. Anche ai bambini è sembrato non avesse senso, come anche il secondo esempio, in cui chiedeva se un pollice può decidere di non svolgere un’attività perché vanitoso o perché con poca autostima. Da questi esempi, riportati all’epoca di Cristo e rivisti per noi oggi, la parola esce arricchita di nuova linfa.
La comunità ha dunque potuto vivere anche un momento particolare, la Santa Cena per i defunti, prendendo un momento per riflettere sui fratelli e le sorelle nell'aldilà e sull'amore di Dio.
L’apostolo di distretto era accompagnato dall’apostolo, che l’ha tradotto all’altare, e dal vescovo, che ha servito.