Cristo compie ogni cosa

14.05.2026

Giovedì 14 maggio 2026, circa 160 fedeli si sono riuniti nella comunità di Langenthal per celebrare insieme al sommapostolo Jean-Luc Schneider il servizio divino dell’Ascensione. La lettura biblica tratta da Marco 16,14–19 all’inizio del servizio, ha ricordato che Cristo risorto affidò ai suoi discepoli il compito di annunciare il Vangelo, promettendo loro al tempo stesso la sua presenza costante.

La base della predica era la parola biblica in Efesini 4,10: «Colui che è disceso è lo stesso che è asceso al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa». Al centro vi era l’affermazione che Gesù Cristo rimane lo stesso: il Figlio di Dio fatto uomo, che ha compiuto perfettamente la volontà del Padre, è morto ed è risorto, ora opera nella gloria di Dio. La sua ascensione non significa distanza, ma il compimento della sua missione. Cristo non è lontano, bensì presente ovunque e operante per la salvezza di tutti gli uomini, sulla terra come nell’aldilà.

Nel suo servire, il sommopostolo ha chiarito che Cristo “compie ogni cosa”, perché il suo insegnamento rimane valido per tutti gli uomini e il Vangelo offre orientamento in ogni ambito della vita. La grazia di Gesù copre ogni colpa, se vi sono fede e pentimento, ed egli dona tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno per la salvezza. Attraverso il ministero apostolico e i sacramenti, i credenti ricevono quei doni spirituali che li rafforzano e li accompagnano. Cristo opera per ogni essere umano e fa sì che tutti abbiano la possibilità di ottenere la salvezza, indipendentemente dall’origine, dalla situazione di vita o dal luogo in cui si trovano.

Allo stesso tempo, il sommopostolo ha sottolineato con amore un compito rivolto ai credenti: Cristo deve riempire il cuore, affinché la sua grandezza, il suo amore e la sua onnipotenza plasmino il nostro pensare e il nostro agire. L’insegnamento di Cristo deve diventare visibile nella vita quotidiana, anche là dove rappresenta una sfida. La speranza nel suo ritorno dona orientamento e forza alla vita. Chi segue Cristo si lascia modellare dal suo essere e lavora consapevolmente al proprio cambiamento. Cristo invita, ma non costringe: la decisione spetta a noi esseri umani.

Contributi degli apostoli alla predica 

L’apostolo Marat Akchurin dalla Russia ha sottolineato nel suo contributo il significato speciale del giorno dell’Ascensione. Per lui è un miracolo che l’incarico dato da Gesù di trasmettere ciò che è stato vissuto sia rimasto vivo da 2000 anni. L’attesa del ritorno di Cristo costituisce il cuore della fede e questa fiducia dovrebbe riempire completamente il cuore. La Chiesa, il Vangelo e i sacramenti sono preziosi sostegni che accompagnano i credenti nel loro cammino. Tali servizi divini solenni rafforzano la speranza che Cristo adempirà la sua promessa e ritornerà nel tempo stabilito da Dio.

L’apostolo Thorsten Zisowski dalla Germania ha preso spunto dal testo per riflettere sul significato dell’Ascensione. Le parole “disceso” e “asceso” gli hanno ricordato che Cristo ha instaurato il suo regno ed è vicino agli uomini attraverso lo Spirito Santo. Ha sottolineato in particolare che Gesù non voleva che le persone parlassero soltanto dei suoi miracoli, ma che si ricordassero del suo sacrificio nella Santa Cena. Gli incontri del Risorto con i discepoli mostrano come Cristo rafforzi la fede, spesso in modo non riconosciuto, ma sempre efficace. L’Ascensione, quindi, non significa guardare il cielo e aspettare, bensì portare avanti il mandato missionario di Cristo, come è già stato proclamato nella lettura biblica.

Celebrazione della Santa Cena

Dopo la predica, la comunità ha celebrato la Santa Cena. In seguito, il sommopostolo ha dispensato la Santa Cena anche ai defunti, un momento di silenziosa comunione che ha evidenziato la speranza nella salvezza universale di Dio. L’intero servizio divino di festa è stato solennemente accompagnato da canti corali, musica d’organo e da un’orchestra.