08.04.2025
“È tempo di fare il bene!” Il motto dell’anno 2025 ha ricordato all’apostolo di distretto Enrique Minio (Sudamerica) la sua infanzia – e ha dato una nuova direzione a un vecchio desiderio.
All’età di otto anni, sono entrato in un’associazione scout. Vi ho partecipato per molti anni della mia infanzia fino alla mia preadolescenza. Ho imparato che uno scout è servizievole, che si deve mettere al servizio degli altri in ogni momento e che deve essere pronto a farlo sempre.
Quando il nostro sommoapostolo ci ha inviato il motto per l’anno 2025, non ho potuto fare a meno di tornare indietro di 50 anni e di ricordare quei momenti.
La differenza è che le nostre buone azioni compiute allora si riferivano generalmente a situazioni materiali. Aiutavamo un’anziana ad attraversare la strada, aiutavamo un vicino in un’attività quotidiana, raccoglievamo i rifiuti che vedevamo durante una passeggiata, lavoravamo come volontari in un ente sociale e così via.
Quando ho scoperto l’Opera di Dio, la volontà di servire ricevuta già da bambino ha preso una direzione particolare. Come lo dice la nostra missione, “Offrire cure pastorali e coltivare una comunione nei cuori, nella quale ognuno conosce l’amore di Dio e la gioia di servire Dio e gli altri” è diventato una necessità quotidiana che ha cambiato il senso della mia vita.
Il motto di quest’anno ha rallegrato il mio cuore perché il sommoapostolo ci ha mostrato ancora una volta la via da seguire per raggiungere la meta. Dobbiamo imparare a gestire il nostro tempo e a determinare le nostre priorità.
Innanzitutto, è tempo di fare il bene lavorando per la nostra salvezza: siamo sempre pronti a vincere il male con il bene (Romani 12, 21): nella tentazione, ricordiamoci l’amore di Dio e riponiamo la nostra fiducia in lui; nella sofferenza, rifiutiamoci di rendere il male per il male, lottiamo contro il male in noi stessi. Ricordiamoci il voto di Confermazione, rinunciamo ogni giorno al diavolo, a tutte le sue opere e manifestazioni, e rimettiamoci nelle mani del Padre nostro per essergli fedeli fino alla fine.
In secondo luogo: facciamo del bene al nostro prossimo; siamo sempre pronti per le occasioni che Dio concede nelle nostre vite e siamo testimoni del Vangelo di Gesù Cristo per le persone che ci circondano. La nostra vita deve essere un “Vangelo aperto a tutti.” Aiutiamo gli altri a resistere al male.
In terzo luogo: Facciamo del bene all’interno della Chiesa; siamo sempre pronti a cercare l’unità, a dare spazio alla nostra saggezza, a praticare l’amore all’interno della nostra famiglia. Possa la nostra dimora essere una “piccola Betania”, dove la pace e la devozione reciproca siano sempre segni distintivi.
Sforziamoci a essere sempre pronti a fare il bene!
Fotografie: Fot NAK
Autore: Enrique Minio
Data: 08.04.2025
Categorie:
Glaube