Quale base per il servizio divino con più atti ministeriali e di benedizione, ha servito una parola biblica da 2 Tessalonicesi 3,3: "Ma il Signore è fedele ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno."
Veniamo al cospetto Signore con timore e rispetto
Come nell'inno del coro "Vengo al tuo cospetto..." , possiamo avvicinarci a Dio, veniamo al suo cospetto per ammirarlo. Lo facciamo senza paura, ma in umile timore e grande rispetto davanti all'onnipotenza di Dio, alla sua grandezza ed al suo amore.
Dio è fedele
Questa promessa vale per tutti i credenti e in particolare per il conducente della comunità, che oggi viene posto a riposo, e la sua consorte che oggi celebrano anche le nozze di rubino. Una meravigliosa promessa del Signore per tutti noi!
Essa mostra la vicinanza e la cura che ha per noi uomini. E si realizza la promessa di Gesù, secondo la quale è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (vedi Matteo 28, 20). Possiamo prendere Dio in parola. Egli mantiene certamente le sue promesse e la bontà, la fedeltà e la misericordia di Dio si rinnovano ogni mattina (vedi Lamentazioni 3, 23). Quando la fedeltà è piacevole, allora è amore! Questo è molto più che adempiere semplicemente ad un dovere che potrebbe essere diventato persino fastidioso. Non per senso del dovere, ma per amore verso Dio abbiamo il bisogno di essere fedeli a lui e alla sua Opera di salvezza. Anche Dio è fedele a noi! Perché? Perché ce lo ha promesso con amore e mantiene tutte le sue promesse!
Dio ci rafforza
Dio è vicino a noi e ci rafforza se lo permettiamo. Egli rafforza la nostra fede, la nostra pazienza e capacità di sopportare, la nostra personalità, la nostra fiducia, il nostro coraggio e la nostra certezza. Ci sostiene anche nei momenti difficili della nostra vita e nella gioia dell'attesa della promessa futura. È bello quando ci rafforziamo reciprocamente nel rispetto e nella cura amorevole. In questo modo, nessuno si sente più importante dell'altro. È una chiave importante per la pace nelle relazioni e nella comunità. Il Signore promuove le nostre forze e i nostri doni e ci aiuta nelle nostre debolezze. Nell'inno del coro si dice: «Sono troppo debole per vincere le passioni con le mie forze». Questo avviene attraverso il nostro pentimento, la forza di Dio e il sacrificio di Gesù. Dio ci rafforza con la sua mano potente e i suoi buoni pensieri. Ci sostiene quando possiamo parlare liberamente con lui in preghiera e ascoltarlo, così come attraverso il servizio dei suoi angeli. A volte si serve anche di persone per portare forza nel suo nome. Forse anche noi riceveremo un giorno un tale incarico per rafforzare gli altri, ispirati dallo Spirito Santo, e potremo così essere di aiuto. Dio ci rafforza soprattutto attraverso la sua parola, la sua grazia, i suoi sacramenti e la sua benedizione nel servizio divino.
Dio ci preserva dal malvagio
Noi tutti abbiamo dovuto affrontare situazioni difficili, e molti di noi stanno lottando e soffrendo incredibilmente. A volte non capiamo che il Signore permette che ciò accada e viviamo queste situazioni come qualcosa di malvagio. Il nostro Padre celeste ci aiuta, ci protegge, ma permette le tentazioni a tutti gli uomini. Tuttavia, Egli è fedele e proprio nei momenti difficili la fedeltà, la vicinanza e il sostegno di Dio sono così confortanti. Ma cosa è veramente malvagio? Malvagio è tutto ciò che ci separa dall'amore di Dio. Quando il nostro rapporto con Dio viene offuscato e la nostra anima ne risente, allora diventa veramente malvagio! E in questo Dio ci protegge con tutta la sua forza, se lo desideriamo. Lo preghiamo nel "Padre Nostro": Liberaci dal male! Su questo possiamo contare, perché si dice anche: poiché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno.
Per Dio nulla è impossibile. Egli fa agire in noi forze che solo a Lui sono date, come la forza di trasformazione, la forza di perfezione o la forza di resurrezione.
L'apostolo conclude la sua predica con un ultimo pensiero: "È qualcosa di speciale avere un Dio a cui possiamo avvicinarci. Non è un Dio estraneo e inaccessibile. Possiamo affidargli tutto, chiamarlo persino Padre e chiedergli di prenderci per mano nel suo amore."
Gioia e gratitudine
Nel suo servire, il conducente, che sarà posto a riposo, ha parlato dei suoi sentimenti che attraversano il suo cuore. Il sentimento più grande è la gioia. È un momento speciale. Da un lato può festeggiare un anniversario con la sua consorte e dall'altro sarà posto a riposo. Sente anche una grande gratitudine. È così grato di aver potuto vivere l'amore di Dio. Anche nei momenti difficili, il Signore è stato presente e ha aiutato. Conclude ricordando quando, molti anni fa, è stato proposto quale sacerdote. È stato meraviglioso che lui e la sua consorte abbiano creduto l'uno nell'altro. A suo tempo aveva detto: «La mia consorte mi sosterrà, ce la farà. Ma riuscirò a essere un buon sacerdote?» E sua moglie rispose durante la richiesta: «Mio marito diventerà un buon sacerdote, ne sono convinta. Ma riuscirò a sostenerlo davvero bene?» Mia moglie crede ancora in me e io credo ancora in lei! E Dio, crede in noi!»
Dopo la celebrazione della Santa Cena, è seguita la messa a riposo dell'evangelista e conducente uscente Urs Weber. Poi, l'apostolo ha potuto donare due doni alla comunità. Ha ordinato un sacerdote per la comunità di Wädenswil e ha incaricato l'evangelista e sostituto conducente di distretto Roland Studer come nuovo conducente. Per terminare, l'apostolo ha dato la benedizione delle nozze di rubino al conducente uscente ed alla sua consorte.