La libertà in cinque aspetti

13.02.2020

Amore, ritorno a casa, eredità, responsabilità, controllo: sono le cinque libertà che Gesù Cristo tiene a nostra disposizione. A Nzagi (Angola), il sommoapostolo ne ha presentato la chiave. Questa si chiama: essere un bambino.

 
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Il servizio divino del 11 gennaio 2020 era basato sulla parola biblica in Romani 8, 15: “E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: “Abbà! Padre!” “

Il battesimo in Spirito ha liberato i credenti dal giogo della legge di Mosè, ha spiegato il sommoapostolo Jean-Luc Schneider, facendo di loro dei figli di Dio. Possono di conseguenza, indirizzarsi a Dio allo stesso modo come Gesù l’ha fatto, chiamandolo “Abba”, cioè “papà”. Questo rende immediatamente gli uomini liberi sotto più aspetti.

L’amore invece del timore

“Il popolo d’Israele non aveva scelta, doveva ubbidire.” Finché era ubbidiente, tutto andava bene. E, se disubbidiva, era minacciato di punizione, ha spiegato la guida della Chiesa, ricordando i racconti biblici relativi al serpente di ottone e i fatti di Core.

Gesù, invece, ha compiuto la volontà di Dio, “perché amava Dio e voleva rimanere in comunione con lui.” allo stesso modo, “non ubbidiamo come schiavi, per non essere puniti, ma gli ubbidiamo per amore, perché Dio è nostro Padre, perché lo amiamo e vogliamo essere in comunione con lui.”

Tornare invece di fuggire

Quando Adamo ha commesso il primo peccato nel paradiso, si è nascosto. E quando Giona ha agito contro la volontà di Dio, ha cercato di fuggire.

Con la parabola del figliol prodigo, però, Gesù ha dimostrato: “Non esitate a tornare verso Dio. Richiamate la sua grazia e il suo perdono.” Tornare verso Dio significa: “Riconosco di aver commesso un errore, e vorrei cambiare.”

L’eredità invece della schiavitù

“Non siamo schiavi di Dio. Ci ha fatti figli di Dio”, ha sottolineato il sommoapostolo. “E, se lo serviamo, è per riconoscenza.” Perché: “Ci ha resi così ricchi.”

Non ricchi nel senso di stipendio, perché ciò che Dio dà, nessuno può meritarlo con i propri sforzi, ma ricchi come eredi: “Tramite lo Spirito Santo, abbiamo ricevuto la promessa che erediteremo il Regno di Dio.”

La responsabilità invece della sottomissione

Uno schiavo deve fare ciò che gli si dice. Non ha responsabilità. L’erede, invece, sa che è co-responsabile delle questioni di Dio.”

Di conseguenza: “Serviamo il Signore perché siamo riconoscenti per la sua eredità e perché ne siamo responsabili.” E: “Siamo coscienti di poter contribuire all’Opera di Dio, e vogliamo farlo.”

 

Avere il controllo invece di subire

Giuseppe è stato venduto dai suoi fratelli ma, malgrado tutto, è rimasto fedele a Dio e, alla fine, è stato una benedizione per loro. Gli apostoli Pietro e Paolo sono stati imprigionati ma, malgrado tutto, hanno lodato il Signore e sono stati una benedizione per molti. Questo dimostra, ha detto il sommoapostolo, che il credente non è solo una vittima che subisce le vicissitudini senza reagire.

“Siamo stati inviati da Dio in questi tempi e in questa situazione per servirlo e per essere una benedizione per il prossimo”, ha sottolineato la guida della Chiesa: “per portare testimonianza in questa particolare situazione – ed è ciò che fa la differenza.”

La conclusione del sommoapostolo Schneider: “Siamo riconoscenti a Dio di aver fatto di noi i suoi figli, degli eredi della sua gloria. Abbiamo fiducia nel suo amore e nella sua grazia. Adempiamo la sua volontà a prescindere dalle avversità.”

 

Fotografie: NAK Westdeutschland
Autore: Andreas Rother
Data: 13.02.2020
Categorie: Glaube