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I sacramenti (20): Troppo ricco per una sola parola

Santa Cena, Comunione, Eucaristia: sono i nomi più conosciuti per questo sacramento. Nella Bibbia tuttavia, questi nomi non appaiono con questo senso; d’altro canto, vi si trovano altri nomi – un articolo a proposito della ricchezza dei termini e dei significati.

 
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In termini di frequenza di riferimenti nella Bibbia, c’è chiaramente un leader che si afferma: lo “spezzare il pane” (in greco klasis tou artou). All’origine, questo termine indica il rito giudeo dell’inizio di un pasto. Però, già dall’epoca del Nuovo Testamento, è diventato il nome dato dai cristiani al sacramento istituito da Gesù poco prima la sua morte. Dopo tutto, il suo modo di spezzare il pane era così particolare che è esattamente grazie a questo modo di fare che i discepoli di Emmaus l’hanno riconosciuto.

La “Cena del Signore” (kuriakon deipnon) appare solo una volta, nella prima epistola di Paolo ai Corinzi, dove si parla anche della “tavola del Signore” (trapeza kyriou). All’inizio questo significava un pasto di comunità che finiva con un rito del ricordo. Più tardi, il pasto di pura sazietà si è separato dalla Cena del Signore in quanto celebrazione culturale nel senso che conosciamo oggi.

I due termini non sono riusciti ad imporsi in modo universale per indicare il sacramento. Ma le indicazioni che utilizziamo oggi sono fermamente ancorate nella Bibbia, in primo luogo la “Santa Cena”. Il termine deipnon può certo indicare qualsiasi tipo di pasto. Tuttavia, siccome era servito del vino, si trattava in ogni modo di un pasto di festa. Tanto più che i Vangeli raccontano che Gesù si era riunito con i suoi discepoli la sera prima della sua uccisione.

Mentre la Santa Cena è soprattutto una tradizione protestante, l’eucaristia è principalmente un termine cattolico. La traduzione della parola greca significa “azione di grazia”. Questo è stato prima utilizzato per indicare l’inizio del pasto, è ciò che raccontano i Vangeli. Dal primo secolo, indica invece l’insieme della celebrazione liturgica. Nell’eucaristia si trova la parola charis (grazia), che condivide a sua volta la sua origine con la parola chara (gioia).

Il termine “comunione” passa dal greco koinonia al latino communio per arrivare all’uso linguistico attuale. Tradotto, la parola significa “comunione” o “partecipazione”. E, con questo significato, Paolo parla di Santa Cena come “la comunione del sangue di Cristo” e la “comunione del corpo di Cristo”. Ai giorni nostri, il termine si riferisce essenzialmente alla parte della liturgia durante la quale le ostie sono distribuite e ricevute.

In questo stesso versetto biblico (I Corinzi 10,16) appare un’altra parola che è anche utilizzata per indicare la Santa Cena: l’elogio. Paolo parla di benedizione (eulogia). Tuttavia, non si riferisce al senso di Dio verso l’uomo ma quello dell’uomo verso Dio. Così, oggi, il termine descrive in particolare la preghiera del pane e del vino, nella quale il Signore è lodato e glorificato.

Una cosa è chiara: Gesù Cristo non ha dato un termine preciso quando ha istituito questo sacramento. E che ne è della forma, dell’effetto e del significato? Rimangono ancora una o altre sorprese. Questi argomenti saranno trattati nei prossimi articoli di questa serie.

 

Fotografie: stefania57 - stock.adobe.com
Autore: Andreas Rother
Data: 15.10.2020
Categorie: Fede